Achille Luigi Maria Mollica (Napoli 15 luglio 1855 – 17 gennaio 1924 Paris, Île-de-France, Francia)
Negozio via Santa Lucia 26 e 27 – Fabbrica Borgo Loreto, via Petrella - via Marinella - Napoli
Secondogenito di Giovanni Mollica e Carolina Lamanna, sin da giovane molto incline alla pittura, sia su ceramica che su tela, frequenta il Real l’Istituto di Belle Arti (poi professore) e successivamente, seguendo le impronte del nonno paterno e del padre, unitamente ai fratelli Ciro e Alessandro, porta avanti la manifattura di famiglia, producendo inizialmente vasi di scavo nello stile neoclassico. Ben presto Achille e i fratelli diedero più lustro al loro nome, indirizzando la produzione di ceramiche verso lo stile delle maioliche Castelli e Urbino.
Achille Mollica sposò Matilde Cinque, ed ebbe 3 figli, Adalgisa (n. 1886) Rubens (n. 1889) e Carlo
Nel 1870 venne premiato con una medaglia d’argento all’esposizione di Londra, per un vaso dipinto ad imitazione delle maioliche d’Abruzzo.
All’Esposizione Artistica di Napoli del 1877, presentò un vaso alto circa due metri, con rami, rose, piante rampicanti, coralli, aragosta e pesci con due anse con fogliame e serpi.
A Milano nel 1881 presentò una testa maiolicata che venne collocata nella sezione “Belle Arti”.
Nel 1882 a Roma fece un ingresso trionfale con i lavori presentati. Negli Atti del Reale Istituto d'Incoraggiamento di Napoli si legge “i suoi lavori sono finiti, lisci, eleganti anche troppo e più che la materia su cui sono dipinti, lo comporti. In certi lavori par di vedere Sèvres… fatto sulla maiolica o sulla terraglia. I suoi paesaggi, scene campestri, chimere, sono miniati con tanta finezza da richiedere la pazienza di un frate. Un portacenere di venti centimetri di lunghezza per sette e mezzo di larghezza, rappresentante una via di Pompei, portava figurine lunghe due centimetri di una bellezza insuperabile“
A Torino nel 1884, presentò maioliche uniche e imponenti, tali da sorprendere i principali critici i quali unanimi lo dichiararono “il più grande pittore su maioliche”.
Nel libro “L'Esposizione italiana del 1884 in Torino” si legge:
"Quando il Mollica espone è opera delle sue mani e del suo ingegno, ma non vi è dubbio che per uscire da un’opera personale che può venir meno, egli, con savio consiglio, penserà a farsi degli allievi che possano in breve tempo coadiuvarlo, per vincere con una grande produzione schiettamente originale ed italiana la concorrenza e soprattutto l’imitazione estera. Achille Mollica a Torino non solo confermò, ma allargò e fece più splendido il successo di Roma, ed oramai si può dire di lui che diede all’arte ceramica un indirizzo squisitamente originale ed artistico, evitando estremi che ci portano o ad imitazioni troppo servili o ad eccessi davvero biasimevoli."
Esposizione
universale di Anversa 1894 - rapporto sulle Ceramiche esposte
ITALIA - Fuori concorso ACHILLE MOLLICA BORGO LORETO NAPOLI. Il Sig. Achille Mollica facendo parte della giuria della ceramica la sua mostra è stata classificata fuori concorso. L'importanza di questa mostra esige tutta la nostra ammirazione e dobbiamo ai nostri lettori farne conoscere gli esemplari più belli contenute e che non si riscontravano in nessun altro suo connazionale. Diciamo innanzitutto che il Sig. Mollica non è solo un ceramista di prim'ordine ma è allo stesso tempo un pittore dotato di un carattere potente e deciso, originale, in cui gli studi classici hanno dato origine a una natura toccata dal vago ricordo della poesia dell'antichità. La sua fantasia si lascia trasportare negli azzurri infiniti del Golfo di Napoli dove è stregata da reminiscenze del mondo degli dèi e dee dell'antico Olimpo. Trasportati da un'ode di Orazio dolcemente accarezzati da un ritornello di Anacreonte sentiamo il poeta del genio meridionale evocare nelle sue affascinanti composizioni qualche atmosfera di antichità leggermente modernizzata che affascina e seduce profondamente. Dicevamo che era un artista, è tuttora uno studioso e un erudito e non fosse stato per il sentimento filiale che gli comandò, alla morte del padre, di continuare a gestire un vasto stabilimento la cui fondazione risale al 1815. Il Sig. Mollica sarebbe rimasto senza dubbio legato alle sue funzioni di professore all'Accademia di Belle Arti di Napoli dove lasciò i ricordi più brillanti. La sua esposizione è composta da opere di diversi generi e innanzitutto da pannelli decorativi utilizzati per la decorazione monumentale. i pannelli sono costituiti da piastrelle in ceramica aventi Fianco cm 35 assemblato su una base rivestita con una pasta adesiva che permette per ottenere così dei veri e propri quadri di proporzioni davvero notevoli. Ogni tessera porta una parte della composizione e il loro assemblaggio ricorda un po' il gioco di pazienza dei nostri bambini dove dispongono pezzo per pezzo e seguendo l'immagine del modello i frammenti che portano una frazione di questa immagine fino alla ricostruzione completa. Solo nel caso che ci riguarda l'artista cerca sempre di disporre la sua composizione in modo tale che le giunzioni non taglino le figure né le mani né i piedi per evitare alterazioni del disegno che potrebbero verificarsi senza questa precauzione. Ci sono le piastrelle terracotta giallastra ricoperta da uno smalto bianco di stagno di bella fluidità. I colori utilizzati sono tutti di grande fuoco. Resistono ad una temperatura di 1500 gradi senza la minima variazione e nel 1885 su dubbi espressi dalla giuria dell'Esposizione di Parigi furono presentati due piatti maiolicati realizzati dal Sig. Mollica ad una cottura dai 1500 ai 1600 gradi affidata allo scopo al ceramista Sig. Tortat e l'esperimento dimostrò che non si era verificata alcuna alterazione. Di questo esperimento fu redatto un verbale. I soggetti dei pannelli esposti sono i seguenti:
1° La Festa Pagana
2°
La dea del mare
3°
Mater Jucunda
Il
Sig. Mollica compose in modo delizioso la Festa Pagana è una festa di campagna
dove il meglio dell'allegria appartiene alle delizie dell'infanzia Donne,
ragazze, uomini e giovani condividono i giochi di tanti deliziosi bambini che
si divertono su un tappeto di verde, all'ombra squisito e in un paesaggio che
ricorderebbe perfettamente qui un sito dell'Arcadia Et in Arcadia Ego. Niente
di più grazioso di questo bellissimo bambino sdraiato sull'erba e flirtato con
i suoi piccoli rivali. Niente di più distinto che queste due giovani ragazze in
contemplazione davanti ad un pastore che si anima nell'esecuzione musicale di
una pastorale alla fiamma ossidrica. Gli altri gruppi devono corrispondere. Un
disegno di estrema correzione e finezza di curva in un ambiente caldo, luminoso
e chiaro come si conviene nella pagina decorativa, questo pannello assume
l'aspetto di un superbo dipinto la cui conservazione, sempre garantita dal
processo di verniciatura vetrificabile, non è priva di inevitabile aumento del
suo valore. Ci manca il tempo per far emergere tutto ciò che c'è di gustoso è
espressivo in questo bellissimo corpo della dea del mare così mirabilmente
posato nel suo ambiente di onde e schiuma. La Mater Jucunda è un'opera intrisa
di un sentimento mistico dove tutti i virtuosismi del colore e del pennello ci
fanno dimenticare le terribili difficoltà della professione. Se si considera
che le cotture talvolta devono essere ripetute un gran numero di volte prima di
ottenere i valori desiderati dall'artista, che a volte gli incidenti possono
incrinare istantaneamente un colore o incrinare lo smalto di stagno. Che
finalmente mille battute d'arresto compromettenti sono lì a minacciare
l'impresa così valorosamente condotta ci facciamo una buona idea della quantità
di lavoro di conoscenza ed esperienza che occorre per portare a compimento
un'opera nella sua interezza. Il Sig. Mollica presenta ancora la sua personale
composizione una bellissima anfora un vaso gigantesco rappresentante il trionfo
di Nettuno un camino con figure, cornice di ghiaccio ecc. vasi greci etruschi
ecc. e una collezione di maioliche di tipo moderno dove la grazia si unisce
alla bellezza imprevisto Come si vede si tratta di un maestro pittore e di un
maestro ceramista, purtroppo ce ne sono pochissimi in tutti i paesi. Siamo
fondamentalmente grati al Signor Mollica per averci permesso di ammirare il suo
lavoro e sarebbe stato felice di vedere le nostre autorità onorarlo con un
premio speciale degno della sua brillante partecipazione all'Esposizione di
Anversa, esponendo prima e come membro della giuria poi.
Achille Mollica muore a Parigi nel 1924. Nel bollettino ufficiale datato 24 maggio 1925 viene riportato: "Veduto l’atto redatto in data 18 luglio 1924 dal Regio Consolato generale d’Italia in Parigi, col quale i germani Rubens e Adalgisa Mollica hanno donato allo Stato, per il Museo Nazionale di San Martino in Napoli, una grande composizione ceramica rappresentante un rito pagano, opera del defunto loro genitore Achille Mollica allo scopo di perpetuare nel luogo più adatto il ricordo dell’artista scomparso."

Fabbrica Achille Mollica
Marchio dipinto

A. Mollica 1880
Marchio dipinto

A. Mollica Napoli 1883
Marchio dipinto

Monogramma AM
Achille Mollica
Marchio dipinto

Fabbrica Achille Mollica
Marchio dipinto

A. Mollica F.lli
Marchio dipinto

A. Mollica 1881
Achille Mollica
Marchio dipinto

A. Mollica Paris 1907
Achille Mollica
Marchio dipinto

Biglietto da visita recante sul retro la conferma per la creazione di due anforette da 45 cm d’altezza
FABBRICA PREMIATA DI CERAMICA ARTISTICA IMITAZIONI ETRUSCHE TERRECOTTE
"Achille Mollica Pittore e Ceramista"
“Achille Mollica” e f.lli
NAPOLI 1884
(Collezione privata - V. Coppola)

Foto storica
Achille Mollica

Foto storica
Adalgisa Mollica
Figlia di Achille Mollica
Foto d'epoca tratte dall' Archivio Centrale dello Stato